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Tutto intorno a noi (ovvero: meritiamo di essere intercettati!)

3 Ottobre 2011 alle 19:30

Se una società libera avesse obbligato i propri cittadini a dotarsi di un chip sottocutaneo (come nei film di spionaggio), si sarebbe gridato al regime, il grande fratello è divenuto realtà! Le nostre democrazie, invero, sono più subdole: hanno creato la tecnologia “tutto intorno a noi” e l’hanno installata lassù in alto nei cieli e sui tetti delle nostre case… e hanno battezzato cellulare un parallelepipedo decorato con luci e pulsanti colorati. In seguito, una massiccia e aggressiva campagna pubblicitaria ha inculcato nelle giovani generazioni i seguenti messaggi subliminali: se possiedi il cellulare sei ‘in’, appartieni alla tribù e belle donne non mancheranno alla tua corte. Ora giriamo inebetiti per le strade, o alla guida di vetture in corsa, componendo frenetici messaggi e parlando dei nostri affari privati in presenza di perfetti sconosciuti (ricordo ancora quando mio padre chiudeva la porta perché doveva fare una telefonata importante). Grazie a questa invenzione, i nostri sogni, vizi, desideri, speranze e paure non sono più un segreto; la nostra posizione è sempre nota a chiunque voglia conoscerla. Questo dovremmo averlo capito, nondimeno abbiamo ben accolto questa “meraviglia tecnologica” e la rechiamo sempre con noi, come mucche che dondolano i loro campanacci.

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