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Improrogabile rifondazione del sistema giustizia

3 Ottobre 2011 alle 16:18

Dopo un esauriente elenco di processi per fatti minimi, Luigi Ferrarella, nella pagina delle opinioni del "Corriere" del 30 settembre, concludeva il suo intervento sulla notizia (irrilevante: un furto è un furto), affermando che il collasso della giustizia è dovuto alla "quota patologica di domanda di giustizia, quella che nel processo non cerca di far valere un proprio diritto, ma soltanto di trarre un'occasione di profitto". E quindi "Così la giustizia va verso il collasso" (titolo). D'accordo: forse il popolo italiano è un pò litigioso per natura (Montanelli), ma per come è stata ridotta la giustizia dai suoi servitori, tale natura s'è esasperata, anche a causa della giustizia che non "va verso il collasso", ma è in coma da troppo tempo e la politica non provvede a guarirla con il necessario intervento del potere legislativo. In questo caso di furto, perpetrato due anni fa da un "ragazzo", studente allora 18enne, quindi uno che stava per fare la maturità e, magari, di famiglia benestante (vista l'offerta di 1.600 euro per chiudere la faccenda - e direi che è poca cosa rispetto alle spese legali che avrebbe dovuto sostenere), non si può dire che trattasi della bravata di un ragazzo (dal titolo dell'articolo di Giusi Fasano che lo illustrava si poteva pensare addirittura ad un bambino). Se consideriamo che quel poveretto del venditore in agosto sudava per guadagnarsi la giornata e che magari già aveva dovuto ingoiare perdite di quel genere, che notizia è? In due anni si sarebbe dovuto fare il 1°, 2° e 3° grado e concludere l'esecuzione della pena, visto che per quel gravissimo delitto in Italia si è capaci di condannare con 10 gg. di reclusione. E c'è stato anche chi ha pensato di depenalizzarlo! Come era stato fatto per gli assegni a vuoto.

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