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Tutte le donne del presidente

1 Ottobre 2011 alle 09:00

Alcune considerazioni sparse sul “caso” delle escort: - Esiste la donna oggetto (costretta a prostituirsi dalla criminalità) e la donna che si fa oggetto (che “se lo sceglie per professione”). Nella seconda categoria troviamo donne che alterano chirurgicamente i propri lineamenti (e non solo) per dimostrare più anni di quelli effettivi e che dichiarano il falso (magari anche in documenti pubblici) per poter svolgere la professione… non aggiungo altro, salvo che non mi pare il caso di manifestare per loro. - Nel 2010 sono stati 235 i casi in Italia di omicidio / suicidio e delitti in famiglia, la maggior parte dei quali ha visto la donna nel ruolo della vittima. Da questa allarmante statistica sorge spontanea una domanda: "E scendere in piazza per motivi seri?". - Da dove arrivano tutta questa ipocrisia e perbenismo? Negli anni ’70 de Andrè, poeta e menestrello della sinistra, “cantava” la prostituzione con Bocca di Rosa e Via del Campo. Adesso non va più bene? - Il mondo ci guarda. Il mondo farebbe bene a guardare i flussi migratori, ad occuparsi del problema della fame, della crisi economica e monitorare con estrema attenzione l’esplosiva situazione del continente africano. In definitiva questa vicenda mi ricorda un po’ una vecchia barzelletta: Una signora anziana chiama i carabinieri perché ogni mattina vede, dalla finestra della propria abitazione, il dirimpettaio che fa ginnastica nudo. L’agente, arrivato sul posto, constata però come il vicino, impegnato ad espletare l’esercizio fisico, sia visibile, a tutti gli effetti, solo dalla cintola in su. E allora la vecchia esclama trionfante: “Sì, ma provi un po’ a salire sull’armadio!”. Morale: la magistratura è “salita troppo in alto” e ha visto anche quello che non le competeva, posto che ci fosse qualcosa da vedere.

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