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Messe, preghiere e sesso

30 Settembre 2011 alle 18:30

Titolo di un articolo di Alessandro Cannavò sul "Corriere" del 12: "Il cappellano del carcere milanese Beccaria: l'Eucarestia? Celebrata tutti i giorni perde solennità - Messa e amore, le regole di don Gino - Il sesso, se i ragazzi si vogliono bene, non può essere peccato". Don Gino Rigoldi, un'icona clericale. La mente è andata a un passo di Messori: "Il cristiano non dovrebbe unirsi alle grossolane ideologie odierne – borghesi o marxiste che siano – scambiando ingenuamente il nuovo con il vero. In realtà da qualche tempo circolano un po’ troppi preti e frati convinti che ogni cambiamento sia di per sé un progresso". Fra le varie affermazioni progressiste, la più delicata era quella per cui le preghiere tradizionali dovrebbero essere adeguate al linguaggio odierno. Da ragazzo notai che mio nonno, semianalfabeta, seguiva la messa con il suo vecchio messale scritto nel XIX secolo in latino: la preghiera, forse, non bisogna di parole studiatamente "adeguate". Proprio quest'anno un prevosto ha pubblicato un libro dal titolo: "Quando un prete prega". 156 pagine di preghiere originali scaturite da varie vicende "vissute" in lustri di sacerdozio: certo, lui non è un'icona, è solo un cane pastore fedele che guida sicuro il suo affezionatissimo gregge. E per ognuno ha sempre una preghiera di conforto, magari solo un'Ave a quella Maria che forse ama più del suo Gesù. E a tutti ne chiede sempre una per per ristorare le sue povere forze, che spende tutte nel/per il rispetto del Vangelo.

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