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Il caso Romano

29 Settembre 2011 alle 21:00

Il bell'articolo, documentato di ieri di Giuseppe Sottile, ha messe in luce, se mai ve ne fosse ancora bisogno, a quale livello è giunta una parte della magistratura, ossia alcune procure. Il caso è emblematico ed è grave che l'opposizione non se ne renda conto,non percepisca, cioè, la sua incapacità politica di concorrere con la maggioranza ad uscire da questa situazione che come ha detto anche il direttore è la vera emergenza in Italia. Al contrario, nulla, il vuoto, essa continua in questo atteggiamento di supina acquiescenza nei confronti di certi pm, svilendo così la politica, il parlamento. Votare per l'arresto di Romano, soprattutto sulla base di dichiarazioni d'un pentito ben poco credibile e sulla base di indagini molto poco ortodosse circa la procedura, significa veramente distruggere l'equilibrio delle istituzioni dello stato, consegnandosi mani e piedi alla magistratura. Quest'opposizione, così facendo, distrugge, essa sì, la cosiddetta credibilità di uno stato e delle sue istituzioni, altro che prendersela in modo infantile solo con Berlusconi,che avrà sì le sue responsabilità, ma farne il capro espiatorio di ogni male del paese, mina la possibilità d'una seria opposizione, che è un fattore importante e fisiologico in una democrazia normale. Emerge un'immagine dell'Italia in cui quella che demagogicamente viene definita "casta", peraltro solo una sua parte,è criminale, solo in base al sospetto, alle accuse. Ciò, com'è noto, era tipico dei più squallidi e violenti regimi totalitari della storia.

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