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L'alienazione fondamentale

28 Settembre 2011 alle 18:30

L'alienazione fondamentale delle costituzioni moderne consiste nella tripartizione dei poteri tra cui è compreso quello giudiziario, con la sua conseguente indipendenza da qualsiasi controllo ulteriore, almeno in Italia. Ne consegue che il magistrato è giudice assoluto delle leggi e della loro interpretazione anche contro il Parlamento che l'ha stabilite; esiste quindi un'autorità suprema (quella dei giudici) che decreta contro il Parlamento stesso ove questi osasse opporsi alle sentenze dei tribunali o interpretando le leggi che esso stesso ha fatto o spiegandole secondo l'intenzione con cui il legislatore intendeva e intende professarle. Il parlamento può legiferare solo se si sottomette ai desiderata delle corti di controllo sotto pena di vedersi cassati i suoi decreti per inammissibilità costituzionale. Come a dire che nelle costituzioni moderne il potere legislativo è sottoposto a quello giudiziario, cosa anche accettabile se questo potere fosse di ordine superiore o divino (investura medioevale), ma nelle costituzioni moderne non c'è autorità superiore al popolo nel cui nome i giudici stessi sentenziano; la loro sentenza è di ordine secondario rispetto a quello primario del legislatore, che solo è competente a risolvere circotanze indecidibili secondo il chiaro dettato della legge. Esso può avocare a sè la vera interpretazione dei fatti secondo il dettato di un grande filosofo e giurista (G.B.Vico:verum et factum convertuntur), solo chi fa è autorizzato a giudicare sulla verità delle cose fatte e fino a prova contraria (ove non si voglia ammettere un colpo di Stato dei giudici) le leggi le fa il Parlamento, la magistratura riceve la sua autorità per delega ministeriale, non direttamente dal popolo,separare l'uno dal due è una eresia; è cominciata con Ario ed è passata dalla teologia al diritto.

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