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Il direttore lo spiega

28 Settembre 2011 alle 18:00

E’ vero: la giustizia italiana s’è ridotta a un fumetto. Il tragico sta nel fatto che il fumetto ha avuto sponde, complicità e compiacenze tali da diventare potere. Potere coercitivo reale, inappellabile che, per vigliacca convenienza, viene considerato come nuovo, purificante codice morale. Quando le regole morali le può dettare un fumetto, significa che s’è perso l’orgoglio intellettuale e la libertà di pensiero di non essene complici. Invece, meglio, anzi peggio, l’esserne chiotti complici è ritenuta una virtù. Che brutta fine hai fatto povera virtù!

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