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Ma non si scontrano due clan della filosofia morale...

24 Settembre 2011 alle 16:00

La tentazione di parlare di riforma della giustizia per immagini non si è ancora spenta. E, se non si è spenta finora, è bene chiarire che in Italia non si spegnerà mai. Due tormenti, più che tormentoni: intercettazioni e riforma penitenziaria. Sulle intercettazioni, s’è raschiato il fondo del barile… La cosa più trucida è l’effetto vomito che sgorga dalla pubblicazione indiscriminata di qualunque voce. Non fosse che per antico spergiuro della legge del contrappasso, sarebbe da augurarsi che la prassi insana venga rimossa a beneficio di tutti. Essa sottende un’equazione insostenibile: tutto è pubblicabile perché tutto è pubblicamente interessante perché tutto è pubblicamente punibile. Le cose non stanno proprio così… piuttosto, è vero che, andando a rimestare, si gratta sempre il lato intimo, privato, singolare, e si finisce al becero, al pettegolezzo, al torbido. Il torbido, se lo cerchi, verrà a galla. Sulla riforma penitenziaria, invece, si era creato un terreno di consenso, vero, del tutto inedito, per gli umori solitamente forcaioli e punitivi dell’opinione comune sulla pubblica sicurezza. Tutto o quasi disperso: anche lì è riuscita l’operazione di trasformare argomento in agone, dove si è o da una parte o dall’altra, rispetto a una riga tirata su col gessetto, alla bella e meglio, come sempre. Lo sforzo sulle pene alternative, sull’edilizia penitenziaria, sulla razionalizzazione del sistema giudiziario tutto (e perché non si parla mai di tante lentezze e incongruenze del rito civile?), si è ridotto a un “amnistia si/amnistia no”. Persino chi, come il sottoscritto, è favorevole al “si” si chiede a cosa serva e quanto consenso reale sposti un approccio del genere (è più quello che ne fa perdere!). Sulle scorciatoie alla carriera che passano dal letto, sui limiti alle intercettazioni, sullo stato della giurisdizione in Italia, non si stanno affrontando nobili scuole di filosofia morale. Semmai, un pugno di agitatori con poca simpatia per la vita vera.

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