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Il bradipo e i castori

24 Settembre 2011 alle 12:00

Dobbiamo prendere atto e rassegnarci: chiedere a Giulio Tremonti di varare con urgenza un piano di riforme strutturali e sviluppiste è come incitare un bradipo a ballare la rumba. Mentre per la restante legislatura il ministro è intento a coniare aforismi tra un seminario e quattro tavoli per piani decennali, come ingannare le attese tra l’uno e l’altro dei tanti prossimi balzelloni? Perché non utilizzare l’immobilismo del bradipo, profittando della sua accertata conseguenza finanziaria? Chi può ancora, compri btp decennali e si goda le loro succulente cedole, oltretutto soggette all’ultima imposta rimasta scandalosamente non “armonizzata”, per dispetto ai maniaci fiscali che la sentono come un “diabolus in musica”. Il default? Niente paura, impossibile: siamo noi stessi i garanti del Bel Paese, con i nostri risparmi e patrimoni mobili e immobili, raggranellati per decenni per essere rosicchiati via via che si renda necessario il periodico “riordino” dei conti, necessario per mantenere i mille sprechi pubblici. E noi, di nuovo, sotto come tanti castori a tappare le falle del nostro bilancio privato con le cedole arricchite dalla meritata sfiducia dei mercati.

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