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Le astuzie di Pulcinella

19 Settembre 2011 alle 16:00

Chillo Marpione ‘e Pulecenella Per fermare Pulecenella che stava assaporando le fiche nella sporta di fresco colte, il padrone delle fiche tentò di distrarlo: "Pulecené", gli chiese il contadino, "ma patete comme murette"? Sperava, l'ingenuo, di farlo parlare e quindi salvare le fiche che avrebbe dovuto portare al mercato. L'affamato Pulecenelle, con la bocca ancora piena dell'ultima fica imboccata, rispose: “E subbeto!" ... e continuò imperterrito l'assaggio. Voglio riferirmi a questa crisi economica (da malato cronico) che sta dissanguando la nostra economia. La Grecia fallisce o non fallisce? Nel dubbio è meglio che falliamo noi, chiudiamo il libro e non se ne parla più. L'Argentina fallì nel 1982: un disastro? Macché! Oggi l'Argentina naviga in piena ripresa economica: già da quel dì. E l’Islanda? Allora? Bisogna fallire, e chiuderla con l'esosità del sistema bancario capitalistico che ci arrostisce a fuoco lento ma non ci salverà. L’assurdità: aver accettato un cambio capestro (1936,27 lire x 1 euro – per i tedeschi meno di 2 marchi x 1 euro) grazie alle arti di Ciampi e Prodi, e trovarci con un debito pubblico lievitato da 400 mila miliardi di lire del 1981, a 1900 miliardi di euro nel 2011. Che sono, noccioline? Tradotti in lire sono 3.800.000 miliardi di deprecatissime lire. Come e quando potremo estinguerlo?

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