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Il ritorno dello stellone

16 Settembre 2011 alle 17:00

Torna a brillare lo stellone d’Italia? Le riforme, quelle serie, oggettivamente impossibili anche per un governo capace di miracoli, non servono più. Come un deus ex machina del teatro classico, i BRIC risolveranno il nostro inestricabile garbuglio comprando i nostri btp; anzi basterà la sola Cina: se tiene in piedi il debito Usa, cosa vuoi che sia il nostro? Altro che le limitate disponibilità e l’utopica pretesa di riforme della Bce! Ai cinesi dovrebbe bastare in cambio una amichevole apertura del nostro mercato ai loro prodotti (con buona pace di protezionisti e colbertisti); e una scorpacciata dei nostri migliori asset privati e pubblici, tipo Gheddafi moltiplicato per centomila: una prima estensione della loro penetrazione coloniale dall’Africa al sudeuropa (il solito “ventre molle”!). D’altronde opererebbero a salvaguardia delle loro operose comunità-alveare in Italia, e con il gusto della nemesi e della rivalsa storica, nel ricordo ultracentenario della spedizione militare inviata in Cina a proteggere comunità e interessi occidentali durante la rivolta dei Boxer. Vogliono garanzie? Ci sono, affidabilissime. Perché a darle non sono i nostri governi presente e futuri, ma i mitici risparmiatori privati, con i loro patrimoni mobili e immobili, rosicchiati via via che si rende necessario il periodico “riordino” dei conti, necessario per mantenere l’intoccabile spesa pubblica parassitaria o improduttiva.

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