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Lo spauracchio cinese è solo figlio della solita paura italiana

14 Settembre 2011 alle 17:12

Rapetti, Fanelli, De Longis, il dramma economico italiano visto da diversi punti di vista: l'immagine di uno Stato italiano latifondista, e la visione apocalittica dell'imperialismo cinese. A livello macro il punto sono gli eurocrati come ha scritto l'elefantino, riprendendo Krugman, ed esponendo in prima pagina 1) la necessità di alleggerire la pressione antinflazionistica e depressiva che le banche e l'Europa dei banchieri hanno esercitato in questi anni (ce lo ricordiamo Trichet che, contro ogni legge economica, non voleva abbassare i tassi nell'autunno 2008?) 2) rilanciare l'economia reale, il mercato del lavoro e così salari e crescita. A livello statale il problema nasce dal mercantilismo del nostro paese (con il suo patrimonio che vale mezzo debito) che è incapace di dar valore alla bellezza, ovvero ciò che abbiamo: sono anni che si parla di un rinascimento economico che si basa su turismo, cultura, belle arti, cucina, qualità della vita, vivacità economiche sfruttate per un decimo del loro potenziale, perché incapaci di diversificare l'offerta, incapaci di "acchiappare" tutto il mercato possibile, attraverso un marketing turistico adeguato al patrimonio detenuto. Il cosiddetto "pericolo" cinese potrebbe essere tenuto a bada per un secolo abbondante offrendo loro il piacere della bellezza, di cui l'Italia abbonda. Giusto un esempio, se solo l'Italia trovasse un modo per inviare sistematicamente sue opere d'arte all'estero per mostre temporanee, potremmo ripagarci un quinto del debito in vent'anni. La Cina è un falso problema, presto incontrerà la sua (le sue) crisi, come economisti e studiosi di politica e società sanno, e noi ci saremmo baloccati nell'ennesima "paura" - ne sappiamo inventare una al giorno in Italia - un altro po' (per altri vent'anni?), inconcludentemente, senza costruire un futuro (qualechesia) per noi e i nostri figli. La Cina offre ottime opportunità di scambio, ben venga l'acquisto – controllato - di parte del debito pubblico.

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