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Borse, massacri e bimbe: i nomi giusti alle cose

10 Settembre 2011 alle 18:00

"La Borsa oggi è crollata", ma era crollata anche ieri, il mese scorso ed una stagione fa: qualcosa crolla una volta sola, non più volte. "Massacrato Pinco Pallo", poi si legge che è in ospedale sotto i ferri: se una singola persona può subire un massacro (cosa di cui dubito), se ne deve dedurre che è morta malamente, non che rischia la pelle in sala operatoria. "La bimba assassinata..." di oggi si sarebbe detta negli anni Settanta "una giovane", non una ragazza di sedici anni come sarebbe corretto in italiano. Non si studia più il vocabolario ("si studia?" si chiederà qualcuno) oppure si crede che una parola valga l'altra. Non si tratta della sola correttezza linguistica. Se non diamo un nome giusto alle cose non risolveremo nessun problema di nessun genere.

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