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George Orwell e Vassilj Grossman

3 Settembre 2011 alle 19:00

Oh, guarda Tizio, si dava un mucchio di arie, quanto poco gadagna... E Caio, eccolo lì, piage miseria e se ne va in giro con una macchina scassata, guarda che riccone...E quello là, hai sentito cos'ha detto al telefono a quell'altro, l'hai letto sul giornale? Ci vorrebbero Orwell e Grossman a descrivere questo mondo pazzo fatto di finte libertà e diritti acclamati e agognati, pur vuoti come zucche, ma soprattutto a metterci in guardia, a farci rinsavire. Mi ha fatto tanta tristezza lo sfogo del premier nell'intercettazione sbattuta in tv ieri sera. Essì che ci sentiamo tanto evoluti. Se non hai nulla da nascondere, allora metti la tua vita in piazza e fatti spiare. Le tue telefonate? I tuoi sfoghi? La tua vita intima, i momenti di scoraggiamento, i momenti in cui ti senti di urlare una parolaccia, i momenti in cui vorresti piangere, gli anni che il lavoro ti va bene, e quando ti va male, e la tua vita fatta leggere attraverso quattro parole, quattro numeri, che nulla dicono di te, che sei molto di più, che non consentono repliche se non con altri numeri e altre parole e confronti e paragoni. Chi desidera tutto questo vuole il ritorno della barbarie, il tutti contro tutti, vuole un mondo in cui scrutare in casa d'altri per sentirsi superiori, sparlare, cercare il momento di debolezza di un uomo in diretta e colpirlo in tempo. Vi chiudo con un paradosso. Mentre ci pretendiamo così moralmente perfetti da nulla temere a mostrar le nostre cose, in tv fanno la pubblicità a un sito internet per incontri extraconiugali (ieri sera quando lo abbiamo visto ci siamo guardati increduli e ci è scappato da ridere), che presumo si frequenti con identità segrete. Ho una confusione in testa che la metà potrebbe bastare.

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