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Tra il "dover essere" e il "come siamo"

2 Settembre 2011 alle 17:21

Scrive Prancesco Forte, rivolto al Cav.:"Non si vergogni di parteggiare per la società di diritto privato". Ineccepibile in punta di teoria e pratica di un sistema liberale efficiente. Poi la realtà ci insegna e ci racconta che nel paese a più alto tasso di liberalismo fiscale, gli Usa, il controllo sui movimenti di denaro dei cittadini, per le grandi Corporation, ci sono regole precise, è totalmente rintracciabile tramite le "tracce elettroniche" delle carte di credito che, senza limiti inferiori di cifre, vengono usate nel 90 per cento delle spese correnti, dal supermercato alle parcelle dei professionisti e commercianti. E, nonostante che l'evasione fiscale sia, prima che un reato, considerata un "peccato" contro la comunità, per gli evasori c'è la galera. Se si prevede analogo trattamento da noi, non bisogna tormentarci l'anima con distinguo, sia pur giusti in teoria, perché l'edonismo dell'attuale società, che provoca a cascata corruzione e evasione e elusione è arrivato a livelli che configgono, sono l'opposto, danneggiano proprio quei principi della società di diritto privato che Francesco Forte cita.

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