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Evasori alla gogna?

2 Settembre 2011 alle 13:12

Non sono né favorevole né contrario alla pubblicazione delle denunce dei redditi. Semplicemente, non me ne frega niente. Il mio reddito è stabilito dallo Stato, anzi dalla mia università: chiunque può prenderne atto. Ma chissà perché se si parla dei redditi di professionisti, bottegai & C. si grida allo scandalo e alla "privatezza", come fa arrampicandosi sugli specchi e su Adam Smith il direttore generale dell'Istituto Leoni. Allora dovrei essere contento? Ripeto che invece non me ne frega niente: perché questo è solo un botto senza nulla dietro, fumo senza arrosto, che non porterà un solo euro in più nelle casse dello Stato. La Finanza, se volesse, saprebbe già perfettamente chi sono gli evasori. Se il ristoratore accanto a casa mia (è solo un esempio, ma reale) denuncia meno dei suoi camerieri, c'è bisogno della pubblica gogna? Basta andare lì e constatare che non consegna lo scontrino. Gli evasori non vanno messi alla gogna mediatica, ammesso che si faccia: vanno stanati (cosa semplicissima), e sanzionati. Negli Stati Uniti anche chi ti vende il giornale ti fa lo scontrino, e infatti lì evadere è molto più difficile. Qui è un gioco da ragazzi. Non sarà per caso che la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate non sanno fare il loro mestiere?

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