cerca

Si è preferito sacrificare i pensionati e togliere il prelievo sui redditi alti

31 Agosto 2011 alle 06:59

Con una misura apparentemente limitata alla previdenza, la manovra colpisce duramente le pensioni. Non sarà più possibile andare in pensione con 40 anni di contributi utilizzando anche il riscatto del corso di laurea, ad esempio dopo 35 anni più 5 anni d’Università. Occorrono ora quarant’anni di lavoro effettivo. Di certo i laureati con riscatto godranno di una assegno mensile più cospicuo. Ma ciò sarà valido solo per la pensioni “contributive” e non per quelle “retributive”. Insomma molti pur avendo riscattato la Laurea non godranno di nessun beneficio. Peraltro è un provvedimento che colpisce anche i giovani. E’ difficile per loro, infatti, date le difficoltà di inserirsi nel mondo del lavoro, raggiungere il traguardo dei 40 anni di lavoro . Ai giovani, con il ricatto della laurea, spesso a carico dei loro stessi genitori, era stata data maggiore possibilità di poter raggiungere i requisiti richiesti per il pensionamento. A mio avviso è una normativa quanto mai iniqua. Ne nascerà probabilmente un contenzioso: non può lo Stato venir meno agli impegni assunti. Intanto si è preferito sacrificare i pensionati e togliere il prelievo sui redditi sopra i 90 mila e 150 mila euro.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi