cerca

Taci! Il nemico ti ascolta

28 Agosto 2011 alle 09:00

La società contemporanea è caratterizzata dalla sovraesposizione ai rumori: nei luoghi di lavoro, nel traffico, nelle abitazioni. Sembra quasi si tema il silenzio, considerato rappresentazione del vuoto, negazione della vita. Si evita il silenzio per evitare gli interrogativi fondamentali, si dedica tempo infinito al cellulare per comunicare il nulla, si usa sempre più raramente la parola per un sincero dialogo con il prossimo. Eppure non esiste una vera comunicazione senza il contrappunto ed il respiro assicurati dalle pause, dal silenzio. Le parole, come la musica, necessitano di pause come di un respiro vitale. Il periodo delle vacanze estive potrebbe rappresentare una propizia occasione per recuperare i silenzi perduti, per scoprire il piacere della meditazione, per riprendere la nostra identità svanita a casa dei rumori alienanti della quotidianità.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi