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Il valore dei centesimi

27 Agosto 2011 alle 13:00

Nel cestino delle offerte non inutili monetine di rame ma euro da un pezzo o due e più. Altrimenti il cestino piange e il prete butta via gli spiccioli. Però, notizie di questo genere, lette ogni tanto, ci risollevano il morale;soprattutto quando è basso perché abbiamo appena saputo che una manovra economica di mezza estate sta per spennarci, nostro malgrado, quasi fino a toglierci l'ultimo cent. Sapere che un prete disdegna le piccole monete di rame a tal punto da buttarle nella spazzatura come se fossero meno che noccioline, fa un certo effetto a chi finora era convinto che sarebbe opportuno e più coerente con i dettami evangelici che la Chiesa vivesse,senza dissacrarsi,in povertà e rifuggisse da un malsano attaccamento ai soldi. Pretendere, come fa il prete lucano, che i fedeli aprano generosamente i borsellini perché gli occhi di un parroco luccichino nel momento della conta, significa dare uno schiaffo sonoro al Vangelo. Dopo tutto con i centesimi raccolti volta per volta, e magari-se proprio ripugnano - preventivamente cambiati con pezzi da qualche euro, si potrebbero comprare almeno le candele da accendere davanti agli altarini. Di qualsiasi altarino si tratti. E non sarebbe poca cosa, dato che esse fanno parte integrante del corredo di una chiesa. Ammesso che questa notizia da nulla sia giunta agli orecchi di Prodi, cosa può aver pensato lui, promotore indefesso della moneta unica (che in men che non si dica ha dimezzato il valore della lira),il quale fin dall'inizio ci raccomandava, per il nostro bene, di stare molto attenti anche ai centesimi di resto? Grossi benefici, a dire il vero, non se ne sono visti, ma tant'è... Questo padre Bernardino giustifica il detto: non c'è più religione! Ho motivo di ritenere che sia in buona compagnia, anche a livelli più alti.

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