cerca

I signori no e gli spreconi

26 Agosto 2011 alle 09:00

Nella manovra finanziaria in votazione in parlamento la parola d'ordine è tagliare gli sprechi e ridurre le spese MA: i sindaci dei paesini fino a 1.000 abitanti dicono NO, i presidenti delle province che dovrebbero sparire dicono NO, i parlamentari che dovrebbero dimezzarsi dicono NO, le regioni che vedrebbero ridursi i trasferimenti dalla stato dicono NO, quelli della TAV dicono NO, costruitela ma non a casa mia, la Camusso sa solo dire di NO, innalzare l'iva di 1 punto NO perchè è recessiva, ritassare i patrimoni rientrati NO perchè non si può, se toccano le pensioni succede un pandemonio. E allora? intanto negli ultimi 10 anni la spesa pubblica è passata da 479 miliardi del 2000 a 723 miliardi del 2010. I nostri governanti per poter essere rieletti continuano a spendere denaro pubblico in modo dissennato, alcuni organizzano feste di capodanno, altri concerti di cantanti o comici famosi pagando ingaggi di decine di migliaia di euro. Poi ci sono strade piene di buche, trasporti pubblici ridotti, ospedali cadenti. Non è compito del governante, sindaco o presidente di provincia/ regione fare divertire il cittadino, ma garantire servizi essenziali di qualità. Ho dato la mia adesione all'iniziativa di Milano Finanza per l'Italia e gli Italiani, ma dobbiamo cambiare radicalmente il modo di gestire la "res publica", altrimenti il baratro si avvicina.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi