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Le domande di un cittadino qualunque

23 Agosto 2011 alle 18:30

La manovra di ferragosto ha riscaldato oltre misura le giornate già torride di questa estate. Molti provvedimenti si sono profilati per fare cassa e per ridurre gradualmente il pauroso deficit di bilancio. Ci è stata prospettata l'urgenza di porre un rimedio definitivo all'indebitamento pubblico che ci trasciniamo dietro da molti anni a questa parte e che è cresciuto in maniera abnorme fino a travolgerci. A questo punto non può apparire scontato che ci si chieda come mai, nel passato, nessuno dei nostri governanti abbia avuto la preveggenza degli esiti negativi che sarebbero conseguiti a politiche economiche miopi e di corto respiro.Oggi che ci troviamo in una situazione drammatica,noi cittadini tartassati veniamo a sapere che il peso della manovra, inizialmente valutato intorno ai quarantacinque miliardi, potrebbe lievitare fino ai cinquantacinque e oltre. Non c'è da stare allegri, si tratterebbe di altri inevitabili sacrifici. E intanto,un po' da tutte le parti si levano malumori e proteste e si agitano minacce di scioperi; l'autunno che è alle porte si preannuncia foriero di manifestazioni di protesta. Il leader della Lega è quello che in questi giorni ha maggiore visibilità per le sue richieste,insistenti e apparentemente convinte,che devono tenere buoni i suoi elettori. Gli alleati troveranno il modo di dargli qualche piccola soddisfazione, e tutto si sistemerà come al solito. Il gioco tortuoso della politica è sempre presente. Ma i cittadini italiani, soprattutto quelli della classe media che più che alla politica,pensano al modo di far quadrare i bilanci familiari difficili da tenere in equilibrio, continueranno a porsi molte domande e a chiedere perché debbano accollarsi, proprio loro assillati da spese e da tasse di ogni genere, l'onere gravoso di salvare il salvabile.

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