cerca

Il vero tratto distintivo dell'uomo sta nella capacità di inginocchiarsi

23 Agosto 2011 alle 20:55

La gioventù in ginocchio assieme al Santo Padre, ed in silenzio, nella notte di Madrid, sta a coloro “che la notte preferiscono restare a casa per studiare Kant” come il “perché” sta al “come”. E siccome nessun “giudizio sintetico a priori”, nessun “imperativo categorico” e nessuna “pace perpetua” si potrà mai reggere senza un perché, ai tanti esegeti della modernità e novelli maestri di saggezza che verità e perché neppure (più) cercano, non dico la veglia, ma una anche breve, nascosta, non ostentata, riservata, inconfessata, umile, rispettosa “flessione delle ginocchia” di fronte al mistero dell’universo, non potrebbe che fare bene. Non foss’altro che per distinguersi da tutti gli altri esseri viventi del cosmo, cui un certo tasso di intelligenza vien pur accreditato, ma nessuno dei quali pare proclive a porsi domande metafisiche, né tantomeno ad inginocchiarsi. Che fosse questo il vero tratto dell’uomo?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi