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Non è più tempo di compromessi

22 Agosto 2011 alle 14:30

Non mi soffermo nelle valutazioni dello status attuale del sistema politico europeo e delle misure, impegni e proiezioni in via di adozione. Già molti approfondimenti presenziano nelle testate di autorevoli quotidiani e certificano il pensiero di opinionisti esperti. Tuttavia, quello che non si percepisce, dalle bocche degli emissari dei vari governi, è un nuovo pensiero politico che dovrebbe caratterizzare la vera "Reazione" alla caduta incessante di un sistema economico alla deriva, il cui destino poteva essere scritto già da tempo. La conseguenza di una economia negativa, nasce da una realtà sociale dove si concretizzano corruzione, sprechi, stili di vita inappropriati, scala di valori insensata, mancanza di ideali e una debolezza diffusa tra la gente a causa della mancanza di riferimenti opportuni. Quindi i provvedimenti tecnico finanziari poco risolvono se la base è intessuta da un sistema sociale che produce perdite. E' come se una famiglia cadesse sul lastrico casuato da una incessante spesa corrente più elevata delle entrate e si volesse risolvere il problema facendole ottenere un finanziamento, anzichè riportarla a riconsiderare un sistema di vita probabilmente costruito in modo più pacato e solidamente caratterizzato da valori diversi. Fino a che, non si prenderà coscienza dell'importanza di ricostruire una nuova tendenza negli stili di vita, nell'educazione e nella culturta di un paese, non risolveremo alcun problema e le conseguenze negative saranno all'ordine del giorno. Dal recente ventennio emergono scempiaggini culturali. Forze nuove politiche non se ne vedono, si vedono solo quelle incatenate ad un profilo ormai triste, perdente, ridicolo e inutile. Non è più tempo per mediare e compromettere, bisogna "ricostruire".

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