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Le province vanno abolite, senza se e senza ma

18 Agosto 2011 alle 18:18

L'abolizione delle cosiddette province piccole, contenuta nella manovra-bis,sta riempiendo paginate e paginate di lamentazioni degli interessati, in genere i presidenti, che lasciano il tempo che trovano. Per il vero si mettono in campo anche i giornalisti, come se mirassero all'assegnazione del "premiolino", di giornali tra l'altro contrari, giustamente, a questi enti inutili e costosi,con ampie articolesse. Servizi dove si scrive di tradizioni che scompaiono, di lotte cittadine che risalgono alla notte dei tempi, di nuove "secchie rapite" e così via, dimostrando il provincialismo italico congenito, in tempi di globalizzazione. In realtà, come si scrive da oltre dieci anni a questa parte, dall'inizio della presa di posizione di "corazzate" di giornali, le province vanno abolite , perchè sono costose e i loro servizi possono essere assegnati alle regioni e ai comuni. Del resto, all'indomani della prima batosta elettorale, prima dei ballottaggi, proprio Giuliano Ferrara, nel commentare aveva ricordato alcune cause di questa batosta: la mancata abolizione delle province e la mancata riduzione della pressione fiscale. Un provvedimento quest'ultimo che non trova traccia nell'utima manovra e nemmeno nella prima.

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