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La nostra salvezza: rientrare in un strategia europea

13 Agosto 2011 alle 12:00

Così scrive Pigi Batista sul Corriere di ieri:”Rimbalzano i no. Il no di Bossi a interventi sul sistema pensionistico. Il no del premier alla patrimoniale. Il no globale del Partito democratico che definisce 'massacro sociale' misure che qualunque governo, anche non presieduto da Berlusconi, sarebbe costretto a prendere. Il no a prescindere della Camusso (sciopero generale?). E le incertezze su liberalizzazioni e costi della politica”. La raffigurazione di questa realtà, di questa situazione, di questi inverecondi atteggiamenti è la chiave per capire che il non governare e il no perenne sono le due facce della stessa medaglia. Quella di un paese cui, la classe politica degli ultimi cinquant’anni, ha tolto il futuro. Da soli non ce la facciamo ad uscirne. Troppi veleni, troppi incompetenti troppi egoisti. Ben venga allora l’intervento dell’Europa. Coloro urlano al commissariamento, il solito termine di pancia, sono i soliti che dell’Italia non importa nulla. Perché la strategia di fondo va oltre le nostre bagatelle ed è quella di: “Salvare l’Europa salvando l’Italia”.

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