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In che mondo viviamo?

11 Agosto 2011 alle 10:36

Agosto 2011, dopo le rivolte dei paesi arabi che continuano, le guerre in oriente e africa a cui partecipano gli eserciti americani ed europei che non finiscono mai, una crisi energetica strisciante, ecco arrivare l’ennesima piaga con una crisi finanziaria mondiale. In questi giorni fa notizia la rivolta di Londra, rivolta che sembra estendersi in più città. Il premier Cameron , a ragione, parla di saccheggi che nulla hanno a vedere con un mo-vimento di protesta e richiama quel video in cui si vede un ragazzo ferito che viene avvici-nato da altri giovani che, invece di aiutarlo, lo derubano. La legge della giungla. Un com-portamento che sarebbe normale tra animali in libertà, ma che tra esseri superiori dotati di coscienza e di una etica alla base del comportamento non è accettabile. Io però su questo mi pongo una domanda: se non è etico profittare della debolezza di una persona allora perché accettiamo, e non parlo dell’uomo della strada ma dei grandi cervelli che ci governano, che paesi in difficoltà, fatti di donne, bambini, anziani e uomini, rischino la loro esistenza a causa di una cupola mondiale che chiamano finanza ma che ha volti e nomi se si volessero identificare. Dov’è la differenza tra l’aggredire una persona in difficol-tà, anche fosse un delinquente, e aggredire una nazione fatta di persone che alla fine chiedono solo di poter vivere lavorando? A mio parere l’etica dovrebbe essere una sola e dovrebbe valere per gli uomini e per le società piccole e grandi che gli uomini formano.

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