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I "Miserabili" di Londra bruciano Londra

10 Agosto 2011 alle 14:00

I “saputi” di storia sanno bene che i pezzenti dei secoli scorsi erano tutt’altra cosa dai poveri di oggi: quelli che vanno a schiamazzare, sindacalizzati, in automobile, e a mezzogiorno lasciano i cortei per concentrarsi nelle osterie ad assaporare frugali pranzetti. “Les Misérables” di Victor Hugo, era la storia di gente il cui degrado sociale rappresentava il marchio infamante di quella società. I reietti, gli sventurati, i disgraziati, rappresentavano il bubbone pestilenziale che contaminava uomini e cose nel peggior degrado. La Gran Madre dell’Illuminismo non era riuscita a dare “Liberté, Égalité, Fraternité, così come promesso decapitando Capeto. Quelli di Londra, di Manchester, Liverpool, non sono dei “Miserabili” parigini, saranno forse degli emarginati, ma mettono a ferro e fuoco le città, guerreggiano contro i poliziotti, rompono vetrine, saccheggiano. Uccidono! Reclamano il loro posto al sole! D'altronde è normale che a una “maratona sociale” siano moltissimi i partecipanti, ma i primi saranno sempre i primi e gli ultimi resteranno sempre ultimi: è la selezione fisiologica dei valori che si scontrano e competono. Vinca il migliore! L’handicap di questi giovani che fanno terra bruciata al loro passaggio, è la condiscendenza della società che vuol riconoscere a ciascun uomo uguaglianza di diritti e di doveri, al di là dei valori soggettivi che caratterizzano la personalità di ciascun individuo. Le strutture sociali, tutte, sono congegnate in modo che nessun escluso possa accusarle di scarsa collaborazione, è la realtà delle cose che stabilisce chi sarà primo decimo centesimo o l’escluso. È il welfare che ha livellato i bisogni e consente a tutti d’essere povero da tre pasti. Questo non ha giovato alla società, gli appetiti son cresciuti e la conquista dell’edonismo rappresenta un traguardo da pretendere anche lanciando bottiglie molotov contro la polizia: cittadini pagati dallo Stato per garantire l’ordine e la sicurezza per tutti gli uomini liberi.

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