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Il Direttore: "… ora basta”

8 Agosto 2011 alle 17:30

E’ vero, non solo, anche logico. Non si riesce ad intravedere una sola ragione, concreta per continuare ad essere lì. Se fosse stato per il Cav., se avesse fatto quello che l’istinto e la conoscenza della situazione gli suggeriva, avremmo fatto come i tedeschi. Ma non c’è cosa peggiore, riguardo agli atteggiamenti da tenere e alle decisioni da prendere che aver ragione e, non poterla seguire. Sarebbe stato accusato di tradire gli impegni con la Nato, avrebbero strillato a squarciagola che riduceva a zero la credibilità internazionale dell’Italia, che mostrava tutto il suo volto antieuropeista, che non concedere le basi ci avrebbe fatto passare per codardi, avrebbero fatto una colossale campagna mediatica per dimostrare che oltre a baciare la mano, a Gheddafi, baciava anche il culo, avrebbero detto che non combattere un sanguinario tiranno lo escludeva dal consesso del mondo democratico e, via cantando. Era il momento dell’impazzimento idiota e imbecille che esaltava la primavera africana come il nuovo corso della storia. La guerra alla Libia diceva che l’Occidente democratico non tollerava eccidi di civili inermi sulle sponde del Mediterraneo. In quel clima di sbracamento stupido, di entusiasti per la guerra e considerando le difficoltà interne, il Cav, non poteva impuntarsi. Neppure tutti i suoi l’avrebbero seguito. Ma oggi la musica è cambiata, uno spazio di manovra s’è aperto e il recupero di una nostra autonomia politica e strategica è percorribile. Però, possibile che debba muoversi sempre e solo lui?

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