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Attenti alla Borsa

6 Agosto 2011 alle 18:00

Alla luce dello tsunami finanziario che travolge le Borse valori dell’Occidente industrializzato, bisognerebbe, a mio avviso, sospendere, a tempo indeterminato, tutte le Borse valori dell’Occidente, e con esse chiudere tutte le Agenzie di Rating che a giorni alterni c’informano del tempo che fa e farà sulla finanza mondiale. Queste Agenzie, nell’ultimo ventennio, più che delle stazioni meteorologiche sul tempo finanziario che fa e farà, si sono sostituite ai ministeri economici che politicamente indirizzano la governance degli Stati: un’assurdità che il capitalismo ha codificato con tacita annuizione. La Borsa valori, il sancta sanctorum del capitalismo (dal nome di Van der Burse, in casa del quale si riunivano, a Bruges, nel XVI sec., i mercanti veneziani), è diventata il covo dove la speculazione ordisce le sue trame per lucrare enormi guadagni sull’ingenuità degli investitori: è necessario difendersi. Il crollo di ieri dei valori borsistici, il crollo dell’altro ieri, quello di martedì, di lunedì, e così a ritroso, sono segnali indiscutibili di un’anomalia di sistema che deve essere assolutamente corretta, lasciare andare liberisticamente la faccenda così come sta procedendo è un rovina enorme che si perpetra ai danni di quello stesso popolo cui si vuol garantire la massima liberalità. La prima libertà è quella dal bisogno, e non sarà la libertà delle sanguette borsistiche che garantirà al “popolo sovrano” tutte le altre libertà democratiche. So di essere rozzo e dozzinale proponendo questa drastica soluzione, ignorando secoli di cultura che hanno illustrato il problema con dovizia di particolari e di ingegni illustri, ma “Hannibal ad portas” e il tempo non c’è propizio.

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