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Chi ha detto che deve per forza finire male?

5 Agosto 2011 alle 16:30

L’apocalisse economica sembra ormai difficilmente differibile. Tutti sanno che non ci sarà nessuna “crescita” a salvarci. D’acchito c’è di che deprimersi, ma se si prova a immaginare il “day after” non è affatto detto che ci si debba disperare. Crollato l’assurdo sistema economico costruito in questi ultimi venti anni, sparirà l’Euro: con tre milioni (di care vecchie Lire) al mese si tornerà a campare; cinque milioni torneranno ad essere un ottimo stipendio; il caffè al bar tornerà a costare 1.000 Lire; con 500 milioni si potrà comprare una casa discreta e non più solo un bilocale di ringhiera. Il default globale azzererà i debiti pubblici, ma con la fine del “mercato globale” smetteremo di riempire i cinesi di soldi in cambio di paccottiglia, e torneremo a produrre vestiti, scarpe e motorette, con conseguente aumento dell’occupazione: la ripresa economica fornirà le risorse per attenuare gli effetti sociali del default. Solo la Germania prenderà probabilmente una bella botta (piena di titoli di stato divenuti inesigibili e senza più la possibilità di inondare la Cina di Bmw); ma i tedeschi ci sono abituati: è quello che gli capita regolarmente quando si mettono in testa di conquistare il mondo.

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