cerca

In morte di un giornalista

2 Agosto 2011 alle 15:00

Cerco di citare poco Giuliano Ferrara nei miei brevi scritti. Devo però dire che il suo scritto su Giuseppe D'Avanzo è mirabile. Quando la morte improvvisa colpisce una persona nota, in questo caso un giornalista, i suoi compagni di lavoro, amici, e anche nemici, ne scrivono santificandolo. Lo trovo un esercizio abbastanza ipocrita. Ma usato da tutti. Anche in famiglia. Invece si deve e si può ricordare una persona per quello che era. E rimane. E la stima con cui D'Avanzo è ricordato non prescinde dal ritenere ciò che scriveva condivisibile. Anzi. L'onore delle armi ad un "nemico" è il miglio tributo che si possa offrire allo stesso. Altro che l'ipocrito ditirambo abituale.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi