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Bullismo internazionale

2 Agosto 2011 alle 14:00

A nord di Kosovska Mitrovica, regione contesa all’interno di una più ampia regione a sua volta contesa il cui preteso status di nazione sovrana è ancora oggi non riconosciuta da due terzi del mondo, vive una popolazione di etnia serba che a sua volta non riconosce l’autoproclamato governo albanese di Pristina. Quella minoranza nella minoranza ha iniziato da alcuni giorni – in risposta a un tentativo di imporre il bando contro le merci serbe che consentono la vita di quella comunità – una dimostrazione decisa ma non violenta. La Nato – che dovrebbe essere presenza neutrale perché operante sotto mandato Onu che per primo non riconosce l’esistenza del Kosovo come nazione - ha militarizzato i due valichi e di fatto dato esecuzione al bando deciso da Pristina, non consentendo il passaggio di merci di alcun tipo, inclusi cibo e medicinali, con le conseguenze che si possono immaginare. La strategia evidente e isolare la comunità serba nel nord del Kosovo e costringerla ad accettare manu militari i piani di Washington e Brussels. Nel frattempo il capo della missione EULEX – altra agenzia presente solo grazie al mandato Onu - ha candidamente dichiarato di agire rispettando le leggi e la costituzione del Kosovo, alla faccia della neutralità. Ora, non sono completamente ingenuo e capisco che tra gli accordi internazionale e la realtà sul campo esista un abisso quindi non pretendo che sia rispettato alla lettera il diritto internazionale. Ma oramai non si fa nemmeno più finta. In altre parole dopo il Machiavelli il Marchese del Grillo. Perché io so io, e voi non siete un …

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