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Napolitano e la Lega

29 Luglio 2011 alle 17:00

Francamente il contrasto di queste ultimeore fra Napolitano e la Lega in merito agli uffici di rappresentanza a Monza di alcuni ministeri,mi sembra un pò forzato. Da un certo punto di vista i rilievi del presidente potrebbero essere giustificati, almeno formalmente,ma,se si va a vedere un pò più attentamente, almeno per quel che se ne sa,la questione non appare poi così grave. Il Quirinale afferma che tali uffici confliggerebbero con l'art.114 della costituzione in cui è scritto che Roma è la capitale e in cui è descritto l'ordinamento della repubblica formata da comuni, regioni con la loro autonomia. Onestamente,non pare davvero che alcuni uffici possano minare l'unità dello stato,del resto se si va verso il federalismo forse una qualche forma di questo tipo, almeno nelle regioni più "importanti",non dovrebbe costituire un pericolo. Napolitano è il garante dello stato, del paese e anche per la sua formazione politica e culturale teme conseguenze negative. A mio parere, però, sono altri i motivi, le questioni che indeboliscono l'unità dello stato,basti pensare al rapporto non risolto fra potere esecutivo, legislativo e magistratura,a certi atteggiamenti che mirano a creare polveroni politici, di stampo qualinquistico e demagogico contro la cosiddtta casta, senza per questo voler giustificare eventuali reati accertati in modo serio e rigoroso,alla scarsa volontà di trovare qualche convergenza fra maggioranza e opposizione su temi importanti di tipo economico e così via. La lega, si sa, è un partito che si caratterizza per il suo dinamismo e che costringe anche a fare i conti con una realtà che è in continuo cambiamento e in cui i vecchi schemi,certi principi come quelli stabiliti nella costituzione che ha il suo tempo, andrebbero rivisti senza ovviamente rompere l'unità dello stato.

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