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Morti in Afghanistan

29 Luglio 2011 alle 15:35

La realtà in Afghanistan produce sempre guerra e tragedie, finora è un luogo di morte dove trovano la morte tanti, troppi soldati di cui molti italiani. Eppure la missione, così come in altri casi, prosegue da parte dell'Italia, una missione volta a portare non tanto la pace - termine bistrattato - ma una parvenza di ordine, di possibilità di costruire un governo, un pezzo di occidentalizzazione che significa basi e strutture per crescere tutti insieme, paesi ricchi e di conseguenza paesi poveri. Il nostro impegno è doveroso ma si complica ogni qual volta cade un nostro soldato. Vorrei sottolineare che questi concetti sono ben presenti nelle file leghiste che capiscono quanto sarebbe utile ritirarsi e quanto sia utile altresì rimanere. Tuttavia è corretto ricordare il compromesso a cui il nostro governo è giunto grazie al ministro della Difesa La Russa che "deve continuare ad operare per il completamento di una exit strategy che dovrà portare ad una sostanziale riduzione del numero dei nostri soldati impegnati in missioni internazionali già dal prossimo anno, partendo proprio dalla missione in Afghanistan", sostiene il ministro Calderoli. Lo scopo finale è quindi quello di ritirare sempre più militari, ridurre gli stanziamenti per le missioni internazionali e definirne la durata. Il decreto di rifinanziamento delle missioni militari è stato rivotato dalla Lega Nord proprio per questo motivo.

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