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Cosa resta del multiculturalismo

29 Luglio 2011 alle 18:00

C'è un grande popolo, che da circa duecento anni cerca di unificare culture, religioni e pigmenti cutanei: gli Stati Uniti d'America. Loro hanno certamente fatto molti passi avanti, ma sono ben lontani dal raggiungere una completa integrazione. E, a parte i pochi nativi, tutti laggiù sono d'importazione, ovvero “parificabili”. Dalle parti nostre le civiltà sono millenarie e lo spirito delle piccole patrie tramandato gelosamente tra le mura del borgo. La modernità ha smussato molti angoli ma, il campanilismo a ciò sopravvive e resiste. Chi parla di tolleranza bara, ben sapendo di barare. Chi emigra presso noi, non ha alcuna intenzione di adottare i nostri costumi e sottostare alle nostre regole e noi, non desideriamo certamente (io reputo con ragione) sottostare alle loro. Se gli statunitensi non ci sono ancora riusciti, reputo che chi, qui, predica l’integrazione, non abbia compreso il significato di utopia. Ricordatevi del Goya: “il sonno della ragione genera mostri”. E questi sono già apparsi avvalendosi della dabbenaggine dei sognatori.

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