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Cattolicesimo debole

29 Luglio 2011 alle 18:32

L'articolo di oggi di Gnocchi e Palmaro evidenzia benele difficoltà dell'essere cristiani oggi e in particolare cattolici. Da un la to la chiesa istituzionale fatica a stare al passo dei tempi, il che vuol dire chenon deve adattarsi a un certo tipo dicultura, di mentalità dominante,piuttosto dovrebbe essere in maniera più "forte", più coraggiosa all'altezza dei tempi. Ciò significa saper parlare in modo chiaro, senza particolari compromessi e addolcimenti,come sottolineal'articolo, svolgere l'attività pastorale, liturgica seguendo la tradizione, senza ammiccamenti a mode, novità per compiacere. Insomma, un cattolicesimo più autorevole, meno timoroso. Dall'altro lato, siamo noi cattolici,pur nelle differenti sensibilità, come popolo che fa la chiesa,che dovremmo essere meno formali,più attenti alla pratica religiosa, a pretendere di più da noi stessi e dai sacerdoti come per es. nella liturgia. La questione è certamente complessa, questo giornale ci aiuta a capire e a confrontarci e per ultimo vorrei citare Gomez Dàvila, grande pensatore cristiano che nel suo in margine a un testo implicito scrive: "Essere cristiani è trovarsi di fronte a colui cui non possiamo nasconderci, di fronte a cui non possiamo mascherarci. E' assumersi il peso di dire la verità, anche quando offende".

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