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Procure e parlamento

28 Luglio 2011 alle 16:00

Siamo alle solite con il rischio molto,molto concreto di ripetersi:il nodo della politica italiana è il rapporto fra parlamento e alcune procure. Sembra proprio che non se ne esca soprattutto perchè è l'opposizione, nella fattipecie il Pd, a non voler fare,a non saper e voler affrontare insieme alla maggioranza tale questione,visto che riguarda l'assetto delle istituzioni e di un loro rapporto equilibrato. Come ha evidenziato molto bene l'articolo di oggi sul Foglio sull'atteggiamento di Bersani in merito alle ultime vicende che vedono oggetto di indagini giudiziarie alcuni esponenti del suo partito, tale atteggiamento rivela tutta l'impotenza e l'ambiguità di questo partito che dura oramai da parecchio tempo. Ora Bersani minaccia querele, si giustifica su certi quotidiani come se dovesse render conto loro, parla di "fango"gettato contro il partito e si dimentica di altri fatti oggetto di indagini continue. Insomma, siamo di fronte a un bivio: la classe politica pensa di continuare a essere in balìa di certi procuratori, mettendosi nelle loro mani,abdicando a quelle che sono le prerogative del parlamento, o al contrario ritiene di produrre uno scatto d'orgoglio, di dignità? Se così non sarà, indagine continua metterà sotto inchiesta come minimo mezzo parlamento, con la nascita così della repubblica della procure.

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