cerca

Albero del male

27 Luglio 2011 alle 12:50

Quando Caino uccise Abele non ci furono ne' psicologi, ne' sociologhi, ne' validi studiosi delle società multietniche a cercarne le motivazioni. Per fortuna. Il male fa parte dell'essere umano. E' la molla che spinge persone ad impostare la loro vita attraverso pensieri ed azioni irrazionali e mirate solo alla distruzione di altri. Le motivazioni che i moderni Caino danno del loro operato sono la narcisistica rappresentazione di se' stessi. Non la giustificazione che, per loro, è ininfluente. Il male è sempre esistito e gli uomini ne hanno dato immagini diverse in epoche storiche diverse. E, per questo semplice motivo, le analisi sul perchè sono inutili. La strage compiuta da Breivik non poteva essere evitata. Chiunque abbia dentro si se' questo seme maligno trova il modo di seminarlo. Non sono d'accordo con Feltri quando scrive che i ragazzi dovevano unirsi e combattere. Quando la morte ti appare e vedi, via via, i tuoi amici cadere, anche tu ti senti già morto. E si rimane inermi. La piccola e bella isola di Utoya, non so quanto casualmente, è stata il teatro della strage. Un piccolo paradiso, mare, piante, fiori ed alberi. Il posto perfetto per dei giovani che volevano avviare il loro futuro. Ma dall'albero del male, i cui rami sono stati scossi violentemente, sono caduti i frutti della morte. Credo che la vita dei ragazzi sopravvissuti sarà terrificante. Nel mondi ci sono tanti, troppi sicuramente, uomini che toglieranno la vita ad altri. Solo per la maledizione che si portano dentro. Senza motivo. E purtroppo inaspettatamente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi