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Un mondo perfetto

25 Luglio 2011 alle 20:00

Il killer norvegese è un figlio della “società perfetta” realizzata: non aveva un padre (vive in Francia e ha dichiarato di non essere mai stato molto con il figlio e di aver interrotto da tempo ogni rapporto con lui), non aveva una madre, né un patrigno, né una sorella (terribile quello che il killer dice di loro nel suo proclama). Breivik è quindi “l’uomo perfetto”, libero da qualsiasi condizionamento, circondato da persone parimenti libere da qualsiasi vincolo verso tutto e verso tutti. Per questo Breivik poteva essere indifferentemente tutto: cristiano fondamentalista, massone col grembiulino, antico guerriero, personaggio d’un videogico. Poteva essere tutto, finché non ha deciso di sterminare un mondo che lo condannava ad essere nulla.

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