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Qualcuno dia 'acqua alle funi' prima che scoppi la rabbia

25 Luglio 2011 alle 15:45

È inutile negarlo, la politica non cambierà mai se non cambia una certa mentalità; siamo talmente assuefatti agli arresti dei politici da considerarli oramai una piaga inguaribile. Non serve una magistratura più arcigna che persegua la giustizia, visto che l’impegno (opinabile) profuso da Mani Pulite non ha sradicato di una virgola un certo modo di far politica. Se da una parte abbiamo accettato la democrazia, è oramai innegabile che non abbiamo compreso la regola fondante: l’uguaglianza. Sarà che per cultura ci viene naturale fidarci degli amici, ai quali ci rivolgiamo per chiedere aiuto pur sapendo che dopo và 'in qualche modo' restituito. L’amicizia è dopo la famiglia l’eccipiente preferito al quale agganciare la nostra esistenza, non volendo renderci conto che in democrazia le regole devono essere uguali per tutti, pena la disfatta. Le regole democratiche sono limpide, ma un bizantinismo innato porta poi a tradurle male. Invece di leggi/leggine/decreti chiari, si legifera perché chi le deve far rispettare possa a piacimento fare strame dell’uguaglianza. Chi vuole un paese dove anche innocenti lo Stato si ostina a perseguitarci? Questa è barbaria, e chi la subisce vorrebbe politici e magistrati inceneriti. Nel paese la rabbia cresce contro questa politica. 'Daghe l'aiga a le corde' (acqua alle funi) urlò il capitano Bresca davanti al pericolo che l’obelisco a San Pietro andasse in pezzi. Ecco, c’è bisogno di un Bresca che ci dica cosa fare per tornare a vivere da umani.

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