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Conoscere l'Italia, gli editori, i librai

25 Luglio 2011 alle 19:58

Chi conosce l'Italia, il mondo dell'editoria, sia sul versante della produzione che della distribuzione, non aveva dubbi che sarebbe finita così, cioè con una legge da paese delle meraviglie che si illude col sogno di battere la realtà. Lasciamo stare i principi liberali e i principi di qualsiasi tipo. Prendiamo in considerazione gli attori della piccola e media produzione e gli attori della piccola e media distribuzione, cioè i piccoli editori e i piccoli librai. Quest'ultimi, per spirito di iniziativa, idee, capacità di progettazione, sono assolutamente inferiori a panettieri e salumieri che, di fronte ad un'offensiva della grande distribuzione alimentare, di proporzioni inimmaginabili rispetto a quella libraria, hanno saputo crearsi delle nicchie di mercato, con un messaggi e tipologie di prodotti inattaccabili dalla grande distribuzione. I piccoli editori producono soprattutto libri inutili, fuori da qualsiasi logica e analisi del mercato. Ma la grande soddisfazione di piccoli librai e piccoli editori non è vendere, è godere del piangersi addosso circa la bestiale rozzezza dei propri potenziali clienti che tutto vogliono meno che leggere.

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