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Manovre politiche

23 Luglio 2011 alle 15:00

Maroni è uomo credibile per una Lega meno vincolata a schemi folcloristici; Bossi un grande leader, resterà come padre nobile per molto tempo. La guerra di Libia e l’ultima manovra, sconsiderata perché di sinistra, hanno inferto il colpo di grazia al governo, che s’è alienato parte dell’elettorato. L'onda giustizialista che serpeggia anche a destra, è fenomeno da non sottovalutare e richiede azioni decise. L’arresto di Papa sembra assumere i connotati per un’operazione politica d’ampio respiro. Il cambiamento ora è necessario per un’infinità di ragioni. Pacificare, per quanto possibile, il quadro politico in parlamento, e avviare un cambio generazionale, ponendo fine a questo infinito crepuscolo degli dei. Alfano a Palazzo Chigi? Perché no! Lo scorcio di legislatura rimanente, se il centro destra farà il suo mestiere, può essere utilissimo per avere speranze di vincere alle prossime elezioni evitando l’arrivo di Vendola e compagnia bella. E’ un occasione d’oro per rilanciare l’immagine governativa e fare alcune cose che languono da troppo tempo. Mossa che spiazza e non poco gli avversari, che ormai, giustamente se nulla cambia, sentono odore di potere. Napolitano sembra disponibile a chiudere il conflitto fra magistratura e politica, e un nuovo governo potrebbe approfittare di questo. Se il PDL (che ho votato) si arroccherà su Berlusconi, è scontato il ritorno alle urne l’anno prossimo, e conseguente sconfitta del centro destra. E’ un occasione anche per Berlusconi di uscire di scena, ritagliandosi un posto di presidente a vita nel PDL. Evitare a Berlusconi la fine di Craxi, che senza trattative con la sinistra è quasi certa, e che solo un nuovo governo può fare, diviene un imperativo morale non solo per interessi di bottega nostra, ma anche per l’intera classe politica se non vuol essere risucchiata in una seconda tangentopoli dall’esito imprevedibile.

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