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Sui no global

22 Luglio 2011 alle 16:30

A proposito dei no global che per una decina a partire dal 20 luglio manifestano a Genova per commemorare il ricordo del G8 di dieci anni fa in cui perse la vita l'allora ventenne Carlo Giuliani, sto ascoltando i commenti dei miei colleghi d'ufficio per lo più di sinistra - da buoni genovesi conservatori - che per una volta sono tutti d'accordo nel dire che è qualcosa di assurdo che la città venga chiusa per giorni a causa di delinquenti. Porto l'esempio di un mio collega la cui moglie ha un negozio di borse in Via Gramsci, zona Porto, poco prima della stazione metrò. Ieri la polizia è passata per dirle che nei prossimi giorni sarebbe meglio che tenesse chiuso il negozio e lei ha risposto: "A chi dovrò chiedere i risarcimenti per mancato introito?". Alla fine è stata costretta, anche per logica, a tenere aperto il suo servizio commerciale solo mezza giornata, di mattina. Ora, Le sembra possibile che si metta a repentaglio la vita, i guadagni della popolazione per dei no global pericolosi, violenti, nulla facenti, che si spenda tanto denaro per una manifestazione di questo tipo e a senso unico, e Le sembra possibile che nessuno si lamenti, a partire dal Pdl locale? E poi ci si domanda il motivo per cui le cose vanno male. Non Le pare che alla Sindaco venga dato troppo spazio e libertà d'azione e che la gente in fin dei conti sembri accettare di buon grado la realtà genovese dato che il proprio voto non si smuove di una virgola? Sarà che la mia anima è quella della combattiva, ma bisognerebbe meditare su queste cose e cercare di ragionare il più possibile individualmente con criterio e senso civico e dello stato.

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