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Napolitano parla e Palamara risponde

22 Luglio 2011 alle 20:00

Il massimo dell'arroganza coincide col sentirsi sicuri di poter dire con piana serenità, con virtuosa benevolenza, senza timore di smentite che:"Quanto alla indispensabilità dei mezzi investigativi, abbiamo sempre difeso l'uso e non l'abuso delle intercettazioni anche sotto il profilo della indebita pubblicazione di atti irrilevanti". Improntitudine senza fine. Siamo alla teo-magistratura e, Palamara è la voce della Fede, che poi si trasfigura in posizioni politiche. Chi dovrebbe e potrebbe mettere ordine, il Parlamento, è succube della deriva giustizialista e del sentimento popolare dell’antipolitica.Per tanti versi giustificato ma, anche strumentalmente indirizzato. Come nel 1993. Chi manovrava i giustizialisti d’allora? Un Parlamento, esempio calzante, che non ha il coraggio civile e politico di ripristinare, nella sua formulazione originaria, l'art.68 della Costituzione, ed avere l'onestà di usarlo con la dovuta accortezza, è un Parlamento paralizzato dalla paura. Come nel 1993. A proposito, è in atto l'ennesima truffa: diventerebbe prestigioso e intrepido cambiando la legge elettorale. Il buffo è che qualcuno ci crede. Che siano mille o cinquecento, in qualsiasi modo eletti, dovrebbero lasciare immutati gli strumenti e i poteri discrezionali della teo-magistratura. Altrimenti ce n’è per tutti. Lasciamo perdere il consolatorio ritornello che:"Non tutti i Siciliani sono mafiosi, non tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni, non tutti i magistrati sono militanti", certo è vero, verissimo, ma alla mafia, ai politici della PA e all'Anm non importa, a loro interessa comandare. Bastano pochi per condizionare anche la grande maggioranza dei neutri e degli onesti. Che uscirebbero dal letargo solo se avessero la percezione che si mira ai centri di potere e non ai siciliani, agli impiegati, ai magistrati come categoria. Ma i centri di potere del sistema avvertono:"Se cadiamo noi, cadrete anche voi, coi vostri attuali vantaggi". Già, il cerchio si chiude.

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