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Il tramonto del capo carismatico

19 Luglio 2011 alle 16:30

Questo decennio del duemila si è caratterizzato per la presenza alla guida dei Governi di capi dotati di un forte carisma. E’ successo in Spagna con Zapatero, in Francia con Sarkozy, in Usa con Obama e, con un certo anticipo, in Italia con Berlusconi. Alcuni di questi, quali Obama e Zapatero, hanno costituito dei veri e propri simboli per il leader politici europei, al punto da mutuarne addirittura il linguaggio. Poi è accaduto che, nel giro di pochi anni , sotto l’incalzare dei problemi mondiali, il carisma si è dissolto e questi capi sono crollati nei consensi, al punto che alcuni di essi hanno già deciso di ritirarsi dalla politica. La morale che si può trarre è che oggi il carisma è solo condizione per vincere le elezioni non per conservare il consenso. Infatti, in un mondo fortemente globalizzato, i risultati del proprio Paese dipendono essenzialmente dal contesto internazionale , per cui il suggerimento che si può dare ai nuovi leader è di impegnarsi col proprio elettorato su pochi punti che rientrano nell’ambito della soluzioni possibili . Le promesse sui grossi temi sono solo effetti speciali che si dissolvono alla prima perturbazione del mercato.

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