cerca

Cura sbagliata

19 Luglio 2011 alle 13:14

La reazione dei mercati alla manovra finanziaria varata dal Governo rivela impietosamente alcuni "errori di grammatica" nell' impostazione della stessa, francamente inaccettabili nella situazione attuale. La manovra è incentrata sulla riduzione del deficit e sul pareggio del bilancio nel triennio. Ma era questo il problema? No. Il deficit italiano in percentuale sul Pil non si discosta tanto dalla media europea dei paesi di riferimento. Ciò che si discosta drammaticamente è l' entità dello stock del debito pubblico e il modesto (o nullo ) tasso di crescita del Pil. Anche se la manovra centrasse l' obiettivo del pareggio di bilancio l' effetto sullo stock del debito sarebbe nullo, col rischio che la crescita assuma un segno negativo, il che equivarrebbe in termini rigorosamente matematici a un ulteriore incremento dello stock di debito anche col bilancio in pareggio ! Ma chi sono questi geni dell ' economia in staff al governo? L'unica alternativa per raffreddare i mercati, che non sono né buoni né cattivi, consiste in una seria politica di dismissioni patrimoniali che incida almeno per il 30-40 per cento sull'entità del debito (6-700 miliardi di euro almeno) . Significa vendere cespiti patrimoniali, partecipazioni e società pubbliche, con effetti positivi anche sul PIL per via della maggione efficienza gestionale del privato rispetto al pubblico. Non dimentichiamo che Il PIL non è altro che la sommatoria a livello macroeconomico dei valori aggiunti al costo dei fattori produttivi a livello micro. Quindi, miracolosamente, diminuendo il debito con le dismissioni si stimolerebbe concretamente anche la crescita per effetto della maggiore efficienza nella gestione dei fattori della produzione. Meno debito e più crescita sono proprio le condizioni che sterilizzerebbero le tensioni speculative dei mercati. Questa è la cura giusta. L'unica.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi