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La moneta unica: non è più un affare

15 Luglio 2011 alle 10:35

avere dubbi sulla permanenza dell' Italia nell'Euro. Bisogna ripensare , e lo ha fatto intuire Tremonti con l' immagine del "Titanic",alla nuova Europa delle Monete, così come iniziano a dire da più parti illustri economisti e semplici cittadini. L'inizio della crociata è partita e speriamo che il nostro paese non sia il solo a chiedere una profonda revisione delle condizioni per stare nell'Euro. Troppi sacrifici sono previsti per i cittadini italiani nei prossimi anni,e tutti rivolti al pagamento del debito con i relativi interessi. Poco è destinato alla crescita in quanto lo spazio di manovra imposto dalla moneta unica è ridotto, se non inesistente. Non possiamo soltanto far piacere, e per poco,ai nostri famelici creditori se non creiamo le condizioni per una crescita stabile e "poderosa". Ci troveremo tra pochissimo ad aver venduto( i tesori dello stato e pubblici) a quattro speculatori,come avvenne con le privatizzazioni di Prodi, e non aver risolto il vero problema di fondo. Insomma siamo come quei poveri creditori, sulla soglia del fallimento, che per salvare l'immagine,speranzosi vanamente di avere altro credito,vendono pure l'oro di famiglia per salvare l'azienda dal baratro. Con l'unico risultato scontato:fallimento con zero risorse per ripartire! Negoziare, negoziare e negoziare fino allo stremo le nostre condizioni per rimanere nell'Euro è l'unica strada possibile per salvare l' Italia dal fallimento già scritto.

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