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Sentenza Mondadori

12 Luglio 2011 alle 15:00

Mi sono preso la briga di leggermi tutta la sentenza CIR-Mondadori (cosa che non credo abbiano fatto molti di quelli che ne parlano sulla stampa). Uno dei punti centrali della questione è il seguente: dato che uno solo dei tre giudici della Corte d’Appello di Roma era corrotto, si può pensare che sia stato in grado di influenzare da solo la decisione? La risposta dei giudici del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano è stata in sostanza questa: è fatto notorio che in un collegio di giudici uno solo si studia davvero la causa; gli altri lo seguono a ruota. Pertanto poiché il giudice corrotto era l’unico ad essersi studiato la causa in qualità di relatore, la sua corruzione è stata decisiva per determinare la decisione. Non so se il sistema funzioni davvero così. A naso ne dubito assai. Ma se la Cassazione confermasse che è fatto notorio (cioè circostanza talmente pacifica che non richiede neppure d’essere provata) che in un collegio di giudici in realtà uno solo decide e gli altri firmano solo la sentenza, il giorno dopo occorrerebbe annullare tutte le sentenze collegiali emesse da tutti gli organi giudiziari italiani perché dovrebbe considerarsi dato notorio che la legge che impone i giudizi collegiali è stata violata.

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