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Chi pagava i Vitelloni

11 Luglio 2011 alle 20:00

Il miracolo italiano degli anni '50 e parte del '60 avvenne in condizioni storiche uniche e irripetibili e coincise con l'apice della colonizzazione culturale ed economica da parte degli Stati Uniti che aveva non solo salvato, ma con il piano Marshall anche ricostruito a "sua immagine" Italia ed Europa. L'esportazione del modello di consumo americano, in fondo esportazione, sia pure semplificata di una forma di democrazia, avvenne anche tramite le canzoni, i film e le loro imitazioni italiane (quante!) ed apriva la porta a prodotti ai quali bastava cambiare il nome, oppure la pronuncia, per essere venduti sul nostro mercato e poi copiati o prodotti su licenza da industrie locali, senza nulla togliere all'italianità e all'inventiva che però arrivarono dopo... Necessariamente centrale fu il ruolo dello Stato che doveva gestire, dividere, redistribuire gli aiuti. Così la pianificazione servì a esportare democrazia. Il problema è che si è continuato, anche dopo che gli aiuti a pioggia non c'erano più, con questo tipo di politiche, come se i soldi piovessero dal cielo, o si autogenerassero: si è distribuito qualcosa che non esisteva, cioè creando debito. I polici lo sapevano benissimo ma non volevano certo perdere voti. Così si è passati da uno sviluppo, sia pure drogato da un'economia di aiuti di Stato, alla continuazione di quella che doveva essere una policy temporanea. La dolce vita, Via Veneto, il frizzante clima di quegli anni che vediamo anche nei film nostrani o che leggiamo sulle cronache dell'epoca erano finanziati da fondi esteri che volevano far sviluppare il nostro Paese come l'Europa. La situazione attuale è opposta, qualcuno ci vuol fare fallire è purtroppo un piano Marshall al contrario, quello del nuovo millennio è una pianificazione per l'egemonia di pochi nei settori globali della produzione e della finanza. Quindi per finire col cavolo che è colpa di Berlusconi.

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