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Caso Tremonti

11 Luglio 2011 alle 20:00

Sarà un caso, una coincidenza, ma sembra che dietro i lampanti risultati vi sia una certa logica. Parlo degli scandali in casa Pdl (chissà perché non emergono anche in casa Pd dove agnellini credo ve ne siano ben pochi) che hanno coinvolto, accerchiato ed abbattuto prima Silvio Berlusconi, poi Claudio Scajola, poi Denis Verdini e altri, poi la Lega, ora Giulio Tremonti. Vi saranno delle verità dietro le loro storie, è indubbio. Ma un accanimento come quello attuale non penso abbia precedenti e soprattutto nel caso del Premier, della Lega e di Tremonti, si tratta di un harakiri. Cosa si può guadagnare con lo scoperchiare certe brutture se non lo scandalo, la stanchezza nei cittadini italiani portati a non credere più nella propria classe dirigente? Direi che in un momento delicato e pericoloso dal punto di vista economico che tutti stiamo vivendo, il comportamento più consono sarebbe quello di mettere da parte rancori e punizioni e di salvaguardare un pò di più i nostri stretti interessi che si avvicinano maggiormente alla linea seguita dal governo e dal Ministro Tremonti e non all'appigliarsi agli errori umani altrui. Altrimenti, vedrei almeno due alternative: votare meglio alle varie consultazioni elettorali, oppure punire tutti i colpevoli indistintamente. Si pensi al caso di Fini e della sua casa di Montecarlo (pardon, proprietà dell'ex partito di AN) diventata improvvisamente fantasma.

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